Decreto “Resto al SUD” – Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019
Giovedì 10 Gennaio 2019 10:00

Con l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2019 (legge n. 145-2018) vengono introdotte novità di grande impatto per chi è interessato alle agevolazioni a sostegno dell'autoimprenditorialità nel Mezzogiorno. L'età massima dei beneficiari sale infatti da 35 a 45 anni, mentre tra le attività economiche finanziabili vengono ammesse anche quelle libero professionali, finora escluse insieme ad agricoltura e commercio.

Si allarga, quindi, la platea dei beneficiari del regime di aiuto, che conta ad oggi 4.900 domande presentate e dispone di risorse finanziarie pari a 1,25 miliardi di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020.

Finora le agevolazioni sono state riservate ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni e residenti o disponibili a stabilirsi nelle Regioni del Mezzogiorno, cioè Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia, e a neo imprese già costituite negli stessi territori da giovani imprenditori dopo il 21 giugno 2017.

Da una parte, con l'intervento sull'età anagrafica si punta a offrire un'opportunità a soggetti che hanno maturato competenze professionali significative nel corso della loro esperienza lavorativa in condizioni di precariato o di lavoro sommerso/irregolare, ma anche a persone espulse dal mercato del lavoro a causa di crisi aziendali e di settore e con grandi difficoltà di ricollocamento.

D'altra parte, l’estensione alle libere professioni vuole rispondere alle difficoltà di accesso al mercato del lavoro sempre più diffuse nel Mezzogiorno anche per i giovani professionisti, soprattutto con riferimento alle professioni legate al settore edilizio.

Confermato l'impianto generale della misura: la manovra lascia intatta la copertura del 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative imprenditoriali, per il 35% sotto forma di contributo a fondo perduto e per il 65% tramite finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le PMI.

Nel corso dell’esame parlamentare, però, è stato previsto l’obbligo della costituzione, da parte dei soggetti che presentino le istanze, nelle forme giuridiche di impresa individuale o di società, incluse le cooperative, ad eccezione delle attività libero-professionali, per le quali è richiesto esclusivamente che i soggetti che presentano domanda non risultino, nei 12 mesi precedenti, titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Gennaio 2019 10:08